Fondazione Heal compie 10 anni
15 FEBBRAIO 2026 – In questa data si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, ricorrenza istituita dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – con l’obiettivo di sensibilizzare, a livello globale, l’opinione pubblica sui tumori infantili e tutto ciò che vi ruota attorno: sostegno ai pazienti e alle famiglie, di chi è ancora in cura ma anche di chi lo ha superato.
Non c’è occasione migliore di questa per aprire le celebrazioni dei 10 anni di attività di Fondazione Heal, dal 2016 al fianco della ricerca scientifica e di tutte quelle famiglie che si sono ritrovate a fronteggiare la malattia. Ricorrenza che segnerà le attività di Fondazione Heal durante tutto l’anno, con varie iniziative che saranno promosse nel corso dell’anno.
Il percorso verso il sostegno alla ricerca scientifica in campo neuro-oncologico pediatrico è iniziato in collaborazione con l’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, pietra miliare della cura e della ricerca a livello nazionale e internazionale. In particolare, i finanziamenti si sono concentrati su progetti di ricerca di stampo biologico e molecolare, condotti presso i laboratori scientifici dell’istituto, come il progetto sui Profili di Metilazione o sui nuovi approcci terapeutici al DIPG (o glioma diffuso intrinseco del ponte). Nel 2020, Fondazione Heal ha donato al “Bambino Gesù” l’HYPERION, uno strumento fondamentale per l’analisi delle proteine. Un enorme traguardo, che ha permesso all’equipe di ricercatori di avvalersi di una tecnologia all’avanguardia in grado di aprire la strada a nuovi metodi di analisi per lo studio dei DIPG e darci delle indicazioni su come il tumore risponde a certi trattamenti.
“La Fondazione Heal nasce nel 2016 per volontà mia e di mia moglie, con il desiderio profondo di dare una risposta a quello che per noi è stato il più grande non senso della vita: l’idea che un bambino possa ammalarsi gravemente e, purtroppo, non farcela. Heal è nata da una ferita, ma non è rimasta nel dolore. È cresciuta. Piano piano, anno dopo anno, come cresce un bambino che scopre la propria identità, che sviluppa un carattere, che trova la sua voce nel mondo.” – Simone De Biase, Fondatore e Presidente di Fondazione Heal.
Negli anni lo sguardo al progresso della ricerca scientifica si è allargato, includendo anche altri aspetti del percorso terapeutico dei giovani pazienti oncologici, come le terapie di riabilitazione.
Ecco perché, nel 2022, Fondazione Heal avvia una collaborazione con il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma per un progetto che pone al centro le opportunità di vita oltre la malattia: Sport e patologie complesse pediatriche. Nell’ambito dell’iniziativa “Look Beyond”, sono state realizzate attività ed eventi volti a sensibilizzare il pubblico sull’importanza dello sport, non solo dal punto di vista psico-fisico per il paziente, ma anche sociale e motivazionale. L’obiettivo di questo progetto è la pubblicazione di evidenze scientifiche per cui lo sport, da medicina naturale per il corpo e per la mente, dovrebbe essere incentivato attraverso la prescrizione medica e aperto a tutti.
Accanto a questo, il supporto alla ricerca da parte di Fondazione Heal ha mosso i passi anche verso la formazione e la neurochirurgia. Con il progetto ASTRO-NETS – Astronauts for Neurosurgery Training Scheme, nato in collaborazione con l’Istituto neurologico “Carlo Basta” di Milano, un’eccellenza internazionale della neurochirurgia, e la PMI Deep Blue, si vogliono gettare le basi per un’evoluzione nel mondo della neurochirurgia italiana.

Gli studenti della Scuola di specializzazione in neurochirurgia dell’Università di Milano hanno preso parte a un training sviluppato ad hoc seguendo le best practice dell’addestramento aerospaziale. L’obiettivo del progetto è quello di formare i neurochirurghi del futuro più consapevoli delle proprie capacità e, soprattutto, dei propri limiti, auspicando una neurochirurgia più evoluta grazie al connubio tra tecnologia e capacità umane.
Ciascuno di questi progetti sta contribuendo al progresso della ricerca, pensata come un’attività multidisciplinare a 360°, in cui ogni aspetto ha il proprio valore fondamentale e deve essere supportato.
Durante i 10 anni di attività, Fondazione Heal si è presa cura di tante famiglie. Un momento destabilizzante in cui gli ostacoli quotidiani, anche i più piccoli, sembrano insormontabili.

Ed è proprio per abbattere queste difficoltà che è nato il servizio gratuito di Trasporto solidale. Dal 2019 accompagniamo i pazienti presso i centri di cura per sottoporsi alle terapie. Da quel primo mezzo, la flotta di auto solidali è cresciuta sino ad avere 10 vetture, così come le province in cui il Trasporto solidale è attivo, ben 4, da Frosinone, Latina, Roma e Milano. A sostenere questo importante progetto ci sono partner d’eccezione, come Banca Ifis, che da anni ormai finanzia il nostro servizio, Uber e Moov con il suo progetto di mobilità Flee, che ci ha donato veicoli più sicuri ed eco-friendly.
Inoltre, nel luglio 2025 un’auto solidale Heal è sbarcata anche a Palermo, presso la “Casa di Paolo”, una casa-famiglia gestita dal fratello del Giudice Paolo Borsellino, Salvatore, che da sempre porta avanti progetti a sostegno della comunità palermitana e delle famiglie più deboli.
Tutto questo non sarebbe possibile senza il supporto continuo dei sostenitori. Lo shop solidale ne è la prova lampante. Oltre alle iniziative, come l’Healiade – il ciclotour solidale di Fondazione Heal – che vedo una larga partecipazione, molti sostenitori scelgono di accogliere nei loro eventi speciali Fondazione Heal e la sua mission, con l’acquisto delle bomboniere solidali.
“Io ne sono stato il fondatore, ma Heal non rappresenta me. Heal è qualcosa di unico, che ha una propria identità, una propria autonomia, una propria vita. Oggi la guardo crescere come si guarda un albero rigoglioso: un albero che affonda le sue radici dove sente di poter essere più forte, che si estende e ramifica dove la luce lo guida, che trova il suo spazio nel mondo seguendo una forza vitale che va oltre chi lo ha piantato. Heal è questo: una realtà viva, che continua a trasformare il dolore in impegno, la fragilità in speranza, il non senso in un gesto concreto d’amore. E il mio augurio, a dieci anni dalla sua nascita, è che continui a crescere libera, forte e luminosa, capace di raggiungere sempre più bambini e famiglie, portando con sé quella luce che, un giorno, abbiamo scelto di accendere.” Simone De Biase
Insomma, dieci anni di attività al fianco della ricerca sembrano molti, ma la strada è ancora lunga. Ogni passo compiuto in questo periodo ha contribuito concretamente ad aiutare famiglie, medici, biologi, ricercatori. Il senso della solidarietà sta tutto qui: nei risultati che si possono vedere, che possono fare la differenza nella vita delle persone, di tutte le persone del mondo, nessuna esclusa. Che si tratti un “grazie”, di un sorriso o di una cura, siamo sempre per la ricerca.