Giocare è una cosa seria

L’attività ludica come mezzo per relazionarsi con il paziente pediatrico

La gentilissima dottoressa Alessandra Basso ha dedicato alcuni minuti del suo prezioso tempo ad una breve intervista per la nostra Associazione.
Diciamo “prezioso” perché il suo tempo lo è davvero! La dottoressa è psicologa e psicoterapeuta presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma nel reparto di onco-ematologia da circa un anno e dedica interamente le sue giornate ai piccoli pazienti.
Giovanissima, di origine genovese la nostra cara dottoressa accompagna e supporta il percorso ospedaliero di moltissimi bambini; tutti la conoscono, genitori e pazienti poiché la sua presenza nel corso della malattia è fondamentale.
Qualche giorno fa noi di Heal siamo andati a farle visita per riuscire ad approfondire il suo ruolo all’interno del percorso terapeutico.
La dottoressa Basso ci ha spiegato cosa accade al momento della diagnosi della malattia e come è più opportuno reagire.
Secondo la sua esperienza il ruolo dei genitori e della famiglia è fondamentale; nel momento in cui la malattia viene diagnosticata infatti l’intera routine del bambino e di tutto il nucleo famigliare, viene stravolta; il paziente si ritrova catapultato in un ambiente completamente sconosciuto: quello ospedaliero in cui fronteggia ritmi diversi, si interfaccia con tante figure ed affronta procedure spesso dolorose; è proprio qui che si innescano emozioni forti e meccanismi di “difesa” come la solitudine, la paura, la rabbia e la chiusura in se stessi, tutte reazioni che, grazie all’intervento di una figura medica come la dottoressa Basso, vengono arginate affinché il paziente possa attraversare tutto il percorso di cura con la massima serenità possibile.
La dottoressa ha poi sottolineato il fatto che i bambini esprimono le proprie emozioni in modo differente rispetto ad un adolescente; con ogni paziente è importante trovare un approccio individualizzato che permetta di stargli accanto e spiegare cosa sta realmente accadendo; ad esempio si può creare un solido legame prendendo in considerazione le passioni di un paziente utilizzandole come canale di confronto e conoscenza personale. E’ proprio qui che entra in scena l’elemento terapeutico fondamentale della nostra dottoressa: il gioco.
– “ L’attività ludica, calibrata a seconda della loro fascia d’età”- ci dice “- è essenziale per relazionarsi con un paziente pediatrico, perché ci permette di creare un contatto con leggerezza ed innocenza dimostrando allo stesso tempo la nostra presenza al loro fianco.”
Sicuramente instaurare un rapporto di fiducia con un bambino non è mai semplice poiché la loro sensibilità ed il loro modo di vedere il mondo è molto diverso ecco perché come ultima domanda abbiamo chiesto alla dottoressa Basso un consiglio per approcciarsi ai pazienti più piccoli;
“ – Bisogna procedere a piccoli passi, tenendo sempre conto che la malattia ha un effetto preminente che va al di là del lato fisico-“ raccomanda la dottoressa -“ la prima cosa è essere assolutamente sinceri con i propri figli, non raccontare bugie al bambino è fondamentale! Il percorso di guarigione è molto lungo e prevede diverse fasi e lenti miglioramenti perciò la prima cosa da fare è dire sinceramente loro cosa sta accadendo.”
Non serve a nulla perciò mentire e far credere al proprio bambino che il suo sia un male passeggero; bisogna affrontare il percorso di guarigione menzionando tutto ciò che comporta: gli esami da fare, i prelievi e le terapie, utilizzando sempre parole e termini adeguati all’età, attraverso per esempio l’ uso di appropriate metafore.

Come abbiamo sempre sottolineato la cura del corpo è la nostra missione, ma non dobbiamo mai dimenticarci della cura dell’anima e della mente.
Quando il corpo si ammala l’effetto è totalizzante: le emozioni, le paure e la sofferenza interiore esplodono contemporaneamente andando a reprimere a poco a poco la serenità quotidiana; la presenza di un medico psicologo, come la dottoressa Basso, dunque aiuta i piccoli pazienti a rendere il percorso di guarigione più lieve per quanto possibile e soprattutto a non perdere mai il sorriso.

Di Ludovica Onorati

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2019-02-20T17:13:40+02:00